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Meeting di Rimini ’06

Dal Meeting di Rimini una speranza
per il lavoro in carcere


Duecento posti in pochi anni per i detenuti del carcere di Padova
Mastella: «Un esempio da diffondere in tutto il Paese»

«Il vostro è un laboratorio, un esperimento molto significativo. Ma adesso occorre andare avanti. Esperienze come quella del consorzio Rebus devono diventare la normalità in tutt’Italia». Un bell’incoraggiamento, visto l’autore – il ministro della Giustizia Clemente Mastella – pronunciato di fronte a oltre cinquemila persone in uno dei saloni principali della fiera di Rimini giovedì 24 agosto.
Siamo al Meeting, e sul tavolo dei relatori oltre al guardasigilli ci sono personalità autorevoli come il senatore a vita Giulio Andreotti e il magistrato di sorveglianza del tribunale di Padova Giovanni Pavarin. All’ordine del giorno il lavoro nelle carceri, e più precisamente l’esperienza del consorzio padovano Rebus che raccoglie quattro cooperative sociali (Giotto, Punto d’incontro, Cusl, Work crossing) da 15 anni attive nella casa di reclusione “Due Palazzi” di Padova.
Sul megaschermo del salone A3 scorrono le immagini e la parola che torna più spesso è “speranza”. Speranza di tornare prima o poi a una vita normale, dicono i detenuti, di poter chiudere con il passato, di perdonare a se stessi e di chiedere scusa alle vittime. Poca retorica e un pizzico di pudore. Parlano senza interrompere il loro lavoro di operai, pasticcieri, cuochi, rilegatori. Le statistiche dicono che per loro il pericolo di tornare a delinquere è pari circa al cinque per cento. Per gli altri, quelli che non avranno la fortuna di inserirsi in un circuito lavorativo, dell’80 per cento. Il pubblico riminese capisce, applaude, addirittura si entusiasma quando loro, i protagonisti, venti detenuti presenti in sala, si alzano in piedi inquadrati dalle telecamere.
«Senza l’indulto però un’azione di questo genere è praticamente impossibile», spiega un acuto conoscitore del mondo carcerario come Pavarin. «A Padova su 700 detenuti ci sono 350 agenti e due o tre persone addette ai colloqui trattamentali. Impossibile in un contesto come questo anche solo chiedere ad ogni detenuto come va, capire se il suo percorso di recupero ha fatto qualche passo in avanti, se spera in una prospettiva diversa, se si è mai messo in contatto con le vittime o ha qualche possibilità di risarcirle. Adesso almeno, con i numeri di vent’anni fa, ci si può provare».
Per farlo però ci vuole l’apporto di tutti. Ecco perché il ministro Mastella lancia un sos a tutta la società civile – Lega delle cooperative, Compagnia delle Opere, Caritas – perché accanto all’azione di governo si moltiplichino le iniziative a favore del lavoro delle carceri. «È la nostra coscienza di cattolici, ma anche di amministratori pubblici, che ce lo chiede», dice il ministro, «noi dobbiamo sempre tendere a recuperare le persone, solo così possiamo attuare il dettato costituzionale». Pienamente d’accordo Giulio Andreotti: «La pena è occasione di reinserimento, non retribuzione. Tutta la grande tradizione giuridica, politica e religiosa del nostro Paese lo afferma da sempre».
«Don Giussani diceva che quando si priva un uomo del lavoro si attenta alla sua dignità umana e gli si rende quasi impossibile capire se stesso. Ecco perché da alcuni amici coinvolti dalla carità del cuore di don Giussani è nata questa opera civile. Portare lavoro in carcere oggi è imprescindibile, anche, se non altro, per le economie che lo Stato realizza evitando di accollarsi il costo sociale della recidiva: un 1% in meno di essa vale circa 50 milioni di euro all’anno». Questa la sintesi che Graziano Debellini, coordinatore dell’incontro, propone a pubblico e relatori. Una sintesi pienamente accettata, se è vero che al termine dell’incontro Andreotti, Mastella e il sottosegretario Manconi sottoscrivono un appello per il lavoro nelle carceri lanciato dalla Compagnia delle Opere.
La mattinata dei relatori, ma anche dei detenuti, si è conclusa al ristorante sardo del Meeting. Si sono mescolati alle personalità, agli imprenditori e a tutti i partecipanti alla “Giornata dei Veneti al Meeting”, un raduno ormai tradizionale, promosso dalla Compagnia delle Opere Nord Est nell’ambito dell’appuntamento riminese. Numerose le personalità presenti, tra cui gli assessori regionali De Poli, Donazzan e Gava, il vicepresidente della Provincia di Padova Martinello, il sindaco di Padova Zanonato, il presidente della camera di commercio padovana Chiesa, il professor Giorgio Ronconi dell’Università. Tutti enti, non a caso, coinvolti a vario titolo dal consorzio Rebus nelle iniziative di lavoro per i detenuti.

L’incontro “Il lavoro nelle carceri” si tenuto il 24 agosto 2006 nell’ambito del Meeting di Rimini ed è stato seguito dai principali organi di stampa e dalle principali TV, tra cui TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto di Italia 1, TGLa7 e SAT2000.


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