Una visita dell’altro mondo in questo mondo, e che mondo!

Che cosa ci ha colpito più di tutto? Cosa ci ha provocato vedere in diretta la visita del Papa in carcere?
Usiamo il termine stupore carico di gratitudine, commozione, quella che anche dopo la fine dell’incontro abbiamo continuato ad avere parlando tra amici. Commozione per quelle mani, quegli incroci di mani, quei baci di mano al Santo Padre, baci non di rispetto, anche, ma sopratutto per il Bene, la Speranza che il Santo Padre rappresenta per chi lo sa riconoscere, ma anche per chi non lo riconosce. Sguardi, volti colpiti nel cuore fino alle vere lacrime, lacrime piene di Gioia.
Per noi che operiamo da 21 anni in questo mondo, che abbiamo visto di tutto e di più, abbiamo sentito le parole del Santo Padre rivolte a noi stessi prima di tutto, abbiamo sentito un abbraccio dal quale è impossibile divincolarsi se non con uno sforzo disumano. Una giornata che rimmarrà alla storia, perchè le forze che cambiano il cuore dell’uomo, e oggi se ne sono visti tanti, sono le stesse che cambiano la storia del mondo.
Ci hanno colpito inoltre:
1) La semplicità del neo ministro della Giustizia Paola Severino, che rinuncia, in un occasione storica come questa, ad un protagonismo per fare spazio ad una lettera di un detenuto, pur sapendo che tutto il restante spazio sarebbe stato dedicato solo a loro. Forse ci voleva proprio una donna a ricoprire questa carica.
2) “Ti voglio Bene”, “Vi voglio Bene”. Sentimemti espressi con la stessa intensità e semplicità che si vedono in un padre, una madre nei confronti del proprio figlio, dei propri figli. Ti voglio Bene, quanto ne avevamo bisogno tutti, quanto il nostro cuore aveva bisogno di questa frase, resa carne, vera da quel volto, da quei volti, da quei Cuori.
4) Durante tutta la visita mai si è dimenticato, mai è stato censurato il male fatto dall’uomo e il dolore, le ferite ancora aperte, nelle vittime in senso particolare e alla società in senso più generale. Ma cosa rende possibile tenere presente l’una, la vittima, e l’altra, il carnefice?
Solo il Bene sconfigge il male o meglio: solo seguendo, aprendo il Cuore a chi ha sconfitto il male, nel nostro Cuore e perciò nella nostra vita potrà sempre entrare il Bene.
Il dialogo tra Benedetto XVI e i detenuti
Il saluto del Ministro della Giustizia Paola Severino
Il commento del Ministro della Giustizia Paola Severino
Il saluto del cappellano del carcere di Rebibbia don Sandro Spriano